Conservare
Scegliere il meglio, e scriverlo con semplicità.
Abbiamo tutti troppe immagini e troppo pochi momenti. Mille scatti, raffiche, schermi pieni - e così poche cose che si ritrovano davvero. Conservare non vuol dire ammucchiare tutto. Vuol dire scegliere.
Gli articoli di questa pagina parlano di questo gesto: cernere per tenere solo ciò che racconta davvero un momento, e scriverlo con semplicità. Non occorre scrivere bene. Un titolo, una storia di qualche riga, una o due immagini scelte: è tutto, ed è già molto.
Vi troverà come fare la cernita tra le sue foto senza passarci ore, come cominciare un ricordo quando la pagina è bianca, e perché qualche riga sincera vale più di una pagina perfetta. I gesti che ritornano - un pranzo della domenica, un’estate che si somiglia - sono spesso i più semplici da conservare, perché si sa già perché contano.
Non ha bisogno di fare tutto in una volta. Si comincia dal momento che la chiama, e si lasciano gli altri per un altro giorno. È il suo quaderno, il suo ritmo.
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Pranzo della domenica in famiglia: scriverlo per farlo rigiocare
Il pranzo della domenica in famiglia porta più di un menù. Tiene una voce, un ordine, gesti che nessuno scrive mai. Ecco come deporli, mentre si giocano, per condividerli.
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Vacanze nello stesso posto ogni estate: trent'anni di ritorno
Ci torna da venti, trenta, a volte quarant'estati. Il luogo di vacanza di famiglia porta una geografia intima che nessuna fotografia fissa. Ecco come deporla per iscritto.
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